Visualizzazione post con etichetta flmUniti CUB. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta flmUniti CUB. Mostra tutti i post

giovedì 23 ottobre 2008

COMUNICATO STAMPA: NO ALLO STATO DI POLIZIA CONTRO IL CONFLITTO SOCIALE



NO ALLO STATO DI POLIZIA CONTRO IL CONFLITTO SOCIALE

PIENA SOLIDARIETA’ ALLA SCUOLA E ALLE UNIVERSITA’ IN LOTTA


“Si sta affacciando un’emergenza democratica fatta di manganelli, di sgomberi, di provocazioni come quelle attuate al Centro sociale Horus di Roma, di attacco al diritto di sciopero e di manifestazione. Noi siamo dalla parte di chi lotta per non pagare la crisi, per la difesa della scuola e della università pubblica, degli spazi sociali autogestiti. Quella annunciata da Berlusconi è la risposta del governo alla ripresa del conflitto sociale esploso con forza con la straordinaria partecipazione allo sciopero generale e alla manifestazione del 17 ottobre”, questa la dichiarazione di Pierpaolo Leonardi, Coordinatore nazionale CUB, in ordine all’annunciato ricorso alla polizia per riportare l’ordine nelle università.

“Quanto sta accadendo oggi nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro contro il decreto Gelmini e la legge 133 di Brunetta è il miglior sondaggio possibile sul gradimento del governo. Le piazze sono piene, le scuole e le università occupate e i lavoratori lottano contro i tentativi di far pagare loro la crisi; come tutti i governi reazionari anche questo pensa di poter risolvere tutto con i manganelli”, conclude Leonardi.

Roma, 23 ottobre 2008

domenica 19 ottobre 2008

Rassegna stampa: Il Manifesto 18 ottobre.

CORTEI L'abbraccio tra scuola e sindacati di base
30 mila a Milano Una bella lezione
Mariangela Maturi
MILANO


Le 30mila persone in corteo contro la Gelmini e i tagli alla scuola commentano all'unisono: «Erano anni che non si vedeva una manifestazione così». Non è solo una questione di numeri, ma di qualità della partecipazione: quel sorriso di un ragazzo di neanche vent'anni che individua il suo professore nel gruppo di insegnanti, lo insegue e lo saluta con un «bella prof» che più milanese non si può. «Roba mai vista, soprattutto per chi conosce bene il mondo della scuola e sa cosa vuol dire stare ai lati opposti della cattedra», dice un insegnante. Un successo ancora più clamoroso, visto che moltissimi milanesi sono andati ad ingrossare l'enorme corteo romano.
E' successo perché la scuola ha fatto da traino con la sua prorompente eterogeneità impossessandosi anche del corteo indetto dai sindacati di base. In piazza, gli aderenti a Cub e Cobas, come previsto, ma anche moltissimi «ribelli» iscritti e sindacalisti Cgil. Persone che non hanno nessuna intenzione di aspettare il 30 per lo sciopero generale. Piuttosto ne fanno due, e si precipitano in corteo con docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo degli istituti di ogni ordine e grado. Persino il gruppo del personale dell'università Statale che aderisce alla Flc Cgil ha aderito in massa, e l'università infatti era mezza chiusa. Come le scuole, che secondo i Cobas nelle grandi città arrivano a punte del 60% di adesione allo sciopero. «Per una volta la piazza ha riunito tutti», commenta Michele Corsi di Rete scuole.
Il colorato serpentone raccoglie tutto il mondo delle scuole primarie: ci sono maestri, bambini e genitori, molti aderenti a Rete scuole e ai gruppi autorganizzati degli istituti. Il loro corteo parte da Missori. A poche centinaia di metri, in un'altra piazza, lo spezzone degli studenti si riunisce alla spicciolata dopo i picchetti davanti alle varie università e scuole superiori. Aprono le danze gli istituti superiori con i sound system stipati sui furgoncini, seguono a ruota i dottorandi assegnisti sotto l'egida «Il futuro è di chi lo ricerca», chiude lo spezzone degli universitari delle varie facoltà e accademie.
All'altezza di porta Romana, i due cortei si incontrano. E lì, il miracolo. Dai due fronti si guardano, si annusano da lontano. I cordoni di polizia che li separano si sciolgono sui lati del corso e fra gli applausi gli studenti si buttano tra le braccia dei loro professori. Che li accolgono, perché stavolta si sentono uniti. La manifestazione adesso è una sola, raddoppia, si mescola, si confonde: il ministro dell'istruzione è riuscita a fare un miracolo. Ovunque ci si giri, il clima è positivo: da una parte un professore guida algido la sua classe scatenata e fa spallucce: «Cosa devo farci, sono ragazzi». Dall'altra un bambino di pochi anni tiene la mano della mamma e quella della maestra. Sulla schiena porta un cartello colorato: «Noi difendiamo Anna e Francesco». E se gli si chiede chi sono, fa una faccia stupita: «I maestri che forse devono andare via». Vai a spiegare, cosa succederà alla scuola. Altro che Anna e Francesco. Al corteo di ieri c'erano anche Lucia, Paolo e Manuela; che quando passano davanti ad una scuola paritaria guardano i loro coetanei affacciati alla finestra e si sgolano a dire «Vieni giù, dai...Cosa fai lì?», mostrando lo striscione «Mariastella fai tu la bidella».
«Un risultato estremamente positivo - dice Luciano Muhlbauer, consigliere regionale Prc - che conferma il trend anti-Gelmini nazionale. Oggi esultiamo, ma bisogna avere molta lungimiranza nel guardare al futuro». Tutto bene, insomma. La scuola si è appropriata di questa giornata e delle strade di Milano. Un giovane cammina con il cartello «Io voglio fare ricerca», alla sua sinistra procede anche la maestra «Non una di meno». Davanti a loro, uno dei tanti iscritti alle scuole primarie, «I bambini migranti sono la nostra ricchezza». C'è anche un fuoriprogramma, quando dal palazzo della Borsa viene srotolato uno striscione con 95 tesi sulla precarietà.
Dopo qualche ora, tutti a casa a piedi, ché non ci sono mezzi. Gli universitari si spostano alla facoltà di Scienze politiche, dove un'assemblea decide per l'occupazione e la «notte bianca» di protesta, in attesa degli «Stati generali» dell'istruzione organizzata per martedì prossimo. Il bello deve ancora venire, lo sanno anche quei due ragazzetti che urlano «Oh prof, ci vediamo domani». E per una volta sono quasi contenti di andare a scuola.

sabato 20 settembre 2008

Risultato elezioni RSU-RLS in Wind Milano

Hanno votato in: 555 Voti validi: 547 Voti nulli: 5 Schede bianche: 3

Hanno ottenuto i seguenti voti:
SLC-CGIL: 226 ( 7 RSU 4+ 3 di diritto)
UILCOM-UIL: 97 ( 3 RSU 2+ di diritto )
FLMUniti-CUB: 84 ( 2 RSU)
FISTel-CISL: 71 ( 2 RSU 1 + 1 di diritto)
COBAS: 46 1 RSU)
UGL: 23 ( nessun eletto)

i nominativi dei 10 eletti RSU

FLMuniti CUB Ferro Denis 37 voti
FLMuniti CUB Ardizio Claudio 16 voti
FISTEL CISL Raia Giuseppe 29 voti
SLC CGIL Dotti Maurizio 62 voti
SLC CGIL Bossi Pierangelo 35 voti
SLC CGIL Radice roberto 26 voti
SLC CGIL Cervero Annarita 18 voti
Uilcom Bernardi Vito 28 voti
COBAS Renna Vincenza 33 voti

altri 5 delegati saranno designati per diritto ( !!!! ??? ) da CGIL CISL UIL non sono ancora noti i nomi

martedì 15 luglio 2008

Fondi pensione: a un anno dalla riforma il bilancio è pesantemente negativo.

Da maggio 2007 i fondi negoziali, secondo la Covip*, hanno perso l’1,9%, mentre il tfr ha reso il 3,6%. Le adesioni crescono poco o addirittura calano. Non aderiscono i giovani Non si è dovuto aspettare troppo perché si capisse che affidare il tfr ai fondi era peggio che giocare a bingo.

La previdenza integrativa non è decollata e il progetto di smantellare la previdenza pubblica è sostanzialmente fallito. E’ questo il giudizio che emerge dai dati ad un anno dal tentativo di scippo del Tfr a favore della previdenza privata.

In un anno i maggiori fondi aziendali o di categoria hanno perso l’1,9%, con punte dell’8/10% per le linee azionarie mentre Tfr in azienda si è rivalutato del 3,6%.
Tra mancato guadagno e perdite realizzate chi ha conferito ai fondi il tfr ha perso il 5,5%.

E’ bastato un anno per far capire che c’e un forte rischio per il salario dei lavoratori e guadagnano, a prescindere dalla resa dell’investimento, solo i gestori, le banche e gli speculatori che hanno la possibilità di “giocare” con i soldi dei lavoratori.

Alla fine di aprile 2008, sono circa 4,65 milioni gli aderenti alla previdenza complementare, un quinto dei circa 22 milioni potenziali sottoscrittori. Tra i 12,2 milioni di dipendenti privati aderisce solo il 25%, circa tre milioni di lavoratori.

In fatto di adesioni nei primi quattro mesi del 2008, si registrano rallentamenti, e addirittura cali. Inoltre i fondi, non convincono giovani e i precari già sfruttati e mal retribuiti.

Saggiamente la stragrande maggioranza dei lavoratori, come proposto dalla Cub, continua a tenere il Tfr in azienda.

La Cub ritiene che non vada abbassata la guardia anzi va rafforzato l’impegno per:
1. Rivendicare, per i lavoratori iscritti ai fondi chiusi, il diritto (oggi negato) al recesso e ad interrompere i versamenti e richiedere quanto versato.
2. Informare i nuovi assunti sui rischi dello scippo del tfr a favore dei fondi pensione e sul fatto che devono esprimere la propria eventuale contrarietà entro 6 mesi dall’assunzione.
3. Rilanciare la previdenza pubblica, strumento unico, universale ed insostituibile per assicurare il mantenimento del reddito percepito prima del pensionamento.

*Covip. Comitato di vigilanza fondi pensione


Milano 23/06/2008

giovedì 10 luglio 2008

CHI SIAMO E COSA VOGLIAMO - Una sintetica presentazione della CUB

La Confederazione Unitaria di Base (CUB) è il più importante sindacato di base operante nel nostro paese è presente nel CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro i cui componenti sono designati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri prendendo a base la rappresentatività).

La CUB organizza oltre 706.802 tra lavoratori dell’industria, dei servizi, del pubblico impiego, gli inquilini e i pensionati, ed è composta dai seguenti sindacati di base: FLMUniti (metalmeccanici, telefonici, energia); FLAICA (commercio, industria alimentare, igiene urbana, pulizie, servizi), ALLCA (chimici, energia, farmaceutici, plastica, gomma), CUB-Edili, CUB-Scuola, CUB-Informazione, CUB-Pensionati, CUB-Sanità, CUB-Tessili, CUB-Trasporti Aereoportuali, Cobas_pt-CUB, Fiap, FLTUniti (trasporto); RdB (pubblico impiego, energia, Lsu, servizi); SALLCA-CUB (Credito e Assicurazioni), Unione Inquilini (casa e territorio).

La CUB nasce nella primavera dei '92 per iniziativa di numerosi lavoratori fortemente critici nei confronti di cgil-cisl-uil. Come lavoratori ci siamo resi conto da tempo di non avere più un sindacato, cioè un’organizzazione che difenda i nostri interessi. Viviamo in un paese in cui i sindacati sono cinghia di trasmissione dei partiti e dei governo, mentre clientelismo e corruzione contraddistinguono un certo modo di fare sindacato. Tutti l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle nei diversi posti di lavoro. Anche la stessa parola "sindacato" è diventata quasi una parolaccia.
Eppure c'è un bisogno enorme di sindacato, di tutela dei nostri diritti, d'informazione.

Per questo motivo abbiamo costituito la Confederazione Unitaria di Base (CUB)

La CUB vive esclusivamente del contributo versato dai lavoratori con l'iscrizione e dalle sottoscrizioni effettuate dai lavoratori in occasione d'iniziative o di utilizzo dei servizi.
Pratica la più completa autonomia dal padronato, dai governi e dai partiti e caratterizza la sua iniziativa con una forte carica democratica affinché siano sempre i lavoratori a decidere sulle questioni che li riguardano direttamente.

I principali obiettivi della CUB:
  • integrazione al reddito per precari, lavoratori in cassa integrazione, disoccupati e pensionati
  • ridistribuzione del reddito a favore di lavoratori e pensionati attraverso un forte aumento del salario, l’introduzione della scala mobile, contro il silenzio assenso per il trasferimento del Tfr ai fondi pensione, il collegamento delle pensioni alla dinamica delle retribuzioni
  • l’occupazione stabile e tutelata per tutti/e, contro il lavoro precario, la riduzione dell'orario di lavoro a 32 ore a parità di salario e la creazione di lavori socialmente necessari
  • la difesa e lo sviluppo del sistema previdenziale pubblico, della scuola, della sanità, dei servizi sociali, del territorio e dell'ambiente
  • il diritto dei lavoratori alla salute e alla sicurezza rispetto alla centralità del profitto delle imprese
  • il diritto alla casa, ad un affitto equo, la detrazione fiscale dagli affitti, l'utilizzo dei fondi Gescal per il rilancio dell'edilizia pubblica e il recupero del degrado abitativo
  • il diritto dei lavoratori a decidere sugli accordi, la delegazione alle trattative, l'elezione democratica dei rappresentanti sindacali e la difesa del diritto di sciopero.

Inoltre la CUB è

  • recupero crediti da lavoro (differenze retributive, arretrati, inserimento nei fallimenti, ecc.)
  • controllo busta paga, scatti di anzianità, t.f.r., malattia e infortunio, assistenza legale
  • CAF di BASE( assistenza fiscale)
  • assistenza previdenziale
  • sportello salute, ambiente, sicurezza, infortuni, malattie professionali, ecc.
  • assistenza alla persone handicappate
  • assistenza ai lavoratori immigrati
  • tutela ai consumatori in collaborazione con ACU (Associazione Consumatori Utenti)
  • consulenza e assistenza legale su tutti i problemi della casa (affitti, sfratti, patti in deroga)

Assieme possiamo fare molto

L'esigenza di bloccare il continuo peggioramento delle condizioni dei lavoratori, dei pensionati, delle prospettive per le nuove generazioni e la costruzione di una nuova stagione di miglioramenti richiederanno anni di lavoro e la disponibilità di molti a impegnarsi.
Il raggiungimento degli obiettivi che la CUB intende perseguire richiedono la messa in campo di un adeguato rapporto di forza per vincere la resistenza di quanti si oppongono alla loro realizzazione. il rapporto di forza deriverà dal numero di quanti si attiveranno per sostenere l'azione della CUB sia attraverso l'adesione, la partecipazione alle iniziative, promuovendo la costituzione della CUB nei luoghi di lavoro, informando altri lavoratori che esiste una valida alternativa all'attuale situazione, sia dando il proprio contributo di idee e se possibile di tempo.
C'è bisogno del sostegno e dell'impegno diretto di tutti noi, da ritagliare nell'orario di lavoro: ogni giorno bastano 10 minuti di pensiero e 650 lire perché non aderire? Ciascuno può impegnarsi secondo le proprie disponibilità e capacità. Facciamo crescere a macchia d'olio la nostra volontà di cambiare.
Se sei interessato alle nostre proposte, se condividi l’esigenza di costruire un forte sindacato di base, democratico, che risponde solo ai lavoratori, non metterti tra i rassegnati, assieme possiamo fare molto. Con la CUB si può.


La Cub dispone di 145 sedi sul territorio nazionale.

Milano sede nazionale V.le Lombardia 20 www.cub.it e mail: cub.nazionale@tiscali.it
tel. 02-7063.1804 fax 02-7060.2409

martedì 8 luglio 2008

Presentazione candidati e programmi della Lista FlmUniti-CUBper le elezioni RSU RLS

La Flm Uniti Cub Wind di Milano ha attivato la procedura delle elezioni delle RSU RLS nell’unità produttiva di Milano e finalmente si è giunti a definire le date per le elezioni che si terranno dal 15 al 19 settembre. Questo consentirà anche ai trasferiti da Milano a Roma di votare.

Abbiamo concordato un incontro - fuori orario di lavoro - a Milano Lorenteggio per ascoltare i bisogni dei lavoratori e presentare i candidati e i programmi della lista ;

giovedì 10 luglio ore 18:00 presso il corpo G nella Saletta 10 al primo piano - dietro la mensa

sarà presente il segretario della Lombardia Flm Uniti - CUB Guido Trifiletti.

---

Wind ha portato a termine un attacco gravissimo alle condizioni di vita dei lavoratori : “esternalizzazione di 275 lavoratori del Call Center di Sesto San Giovanni e l’accordo per il trasferimento di 240 persone da Milano a Roma ”. Accordo sottoscritto il 31-1-2008, nonostante una richiesta contraria di oltre 700 lavoratori e una diffida legale con 172 firme indirizzata a SLC -CGIL , FISTEL-CIL, UILCOM , senza che, almeno nel caso di Lorenteggio, le RSU, benché decadute, svolgessero un reale ruolo di contrasto alle decisioni aziendali, che nel frattempo ha fatto dimettere oltre un centinaio di lavoratori ( licenziamenti mascherati ). Le RSU uscenti non hanno più indetto alcuna azione di sciopero o iniziativa contro le volontà dell’ azienda dopo il 24 gennaio. L’accordo firmato il 31 gennaio è valido solo per i lavoratori che lo accettano. Esiste ancora la possibilità di incidere sui trasferimenti con iniziative e lotte e mandare un segnale preciso alla azienda e a SLC CGIL , FISTEL CISL, UILCOM UIL : i trasferimenti sono illegittimi . Si possono promuovere CAUSE LEGALI, class action e altre iniziative di lotta contro i trasferimenti da parte dei lavoratori che non accettano tale accordo illegale. Un rapporto di fiducia è stato rotto da Sawiris con i lavoratori di Milano. Vi invitiamo a partecipare all’incontro, a dare forza al rinnovo delle RSU e ai lavoratori votando i candidati della lista Flm Uniti - CUB . Milano 7 luglio 2008

mercoledì 18 giugno 2008

Lettera per le RSU e wind

In data 18 giugno 2008 è stata pubblicata nell'albo aziendale Wind ( bacheca di fronte ai tornelli - passaggio piano terra di Lorenteggio) la indizione delle elezioni richiesta da FlmUniti CUB per il rinnovo delle RSU dell'unità produttiva di Milano come previsto dall'accordo interconfederale del 20 dicembre 1993.

A far data da oggi si intendono avviate le procedure per il rinnovo delle RSU dell' unità produttiva di Milano.

Il segretario provinciale FlmUniti-CUB

Guido Trifiletti

Milano 18 - 6 - 2008